La pittura di Susanna Briata:
Un particolare viaggio tra gioco e mistero
Ci troviamo di fronte ad una pittura che si abbevera a diverse fonti e che insegue un particolare itinerario tra gioco e mistero. Sia per il tipo di rappresentazione figurale sia per i colori usati appare evidente in Susanna Briata una sorta di legame ancestrale con la cultura orientaleggiante dell’arabesco e della decorazione autoriflettente, contemplativa.
Ma nello stesso tempo appare anche un altro elemento fondamentale del suo percorso pittorico ed è l’elemento del gioco, l’elemento ludico inteso come scarto rispetto alla regola, come deviazione rispetto all’assetto prefissato, codificato del segno e del disegno. Il gioco peraltro non è solo invenzione, è anche ripetizione, esercizio e Susanna Briata ci mostra ripetutamente infatti la sua volontà di costruire una nuova strada tra la forma e il linguaggio decorativi e le apparizioni irregolari di trame iconiche impreviste, imprevedibili. Se il linguaggio dell’arabesco è da sempre il linguaggio del mistero, l’elemento ludico introduce nel mistero stesso la forza di una soggettività, che vuole conoscere, che tenta nuovi sentieri oltre il sentimento panico e la venerazione. Ma questa soggettività, che si veste di colori più allegri e meno solenni di quelli del contesto generale in cui si muove, è pur sempre consapevole certo della necessità, ma anche della precarietà del tentativo e trasforma il viaggio in un disincantato, leggero peregrinare. Mario Cossali